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Gli eventi estremi di precipitazioni della seconda decade di settembre 2003

Nella seconda decade di settembre 2003, e segnatamente nei quattro giorni che vanno dal 14 al 18, le precipitazioni abbondantissime e molto intense che hanno interessato soprattutto le province di Siracusa e Catania sono sicuramente da considerare degli eventi assolutamente eccezionali; i danni causati alle popolazioni, all'agricoltura e alle opere civili lo dimostrano d'altronde pienamente.
I dati rilevati nell'ambito della nostra rete di stazioni agrometeorologiche possono dare alcune importanti informazioni aggiuntive, rispetto a quanto finora fatto attraverso i numerosi interventi informativi effettuati dai media in questi ultimi giorni così singolarmente preoccupanti.
Dalla tab.1 riportata di seguito si evidenzia come, accanto ai valori di circa 150-200 mm rilevati presso alcune stazioni situate ai margini dell'area interessata dai fenomeni più intensi, presso la stazione di Siracusa (in località Monasteri, al confine con il comune di Floridia, quindi in zona certamente "baricentrica" rispetto al fenomeno in esame), è stato invece rilevato un valore massimo complessivo, per i cinque giorni, pari a 642 mm, di cui ben 398,4 caduti nel solo giornata di mercoledì 17 (ora UTC - Universale di Greenwich). Se si considera però che l'evento è iniziato alle ore 22,40 UTC (ore 0,40 locali) e si è protratto quasi ininterrottamente, con livelli di intensità elevati, fino alle ore 7,30 locali circa (vedi tab.2), si devono conteggiare ben 362,2 mm in sole 6 ore e 425 mm in 7 ore. E' proprio tale concentrazione dell'evento che ha comportato l'aggravarsi della situazione, facendolo risultare, per certi aspetti, più pesante della pur grave alluvione abbattutasi nella stessa zona a metà ottobre del 1951. In quella circostanza, infatti, che peraltro interessò un'area ben più vasta, toccando anche molte aree del Catanese (dalla Piana fino alla costa), pur in presenza di elevatissimi valori di precipitazioni, che nell'arco di 5 giorni (dal 14 al 18 ottobre 1951) raggiunsero punte di 600-700 mm, non si registrò una concentrazione così elevata dell'evento: i valori di 6 ore non superarono i 200-250 mm. Anche in quella infelice occasione però i danni furono ingentissimi, al punto da fare ritenere quell'evento come il più catastrofico per la Sicilia, dal punto di vista meteorologico, dell'intero secolo.
Come sobrio commento meteo-climatico e agronomico di quanto accaduto, va però subito detto, a chiarimento di eventuali equivoci, che tali fenomeni estremi non vanno considerati come semplice e positivo "contraltare" degli altrettanto ben noti fenomeni di potenziale rischio di desertificazione, a cui sembra in parte interessata anche la nostra regione. Le precipitazioni intense infatti, così come per altri versi i fenomeni siccitosi (che sono pertanto solo un aspetto del ben più complesso fenomeno della desertificazione, propriamente inteso come perdita di fertilità dei suoli) contribuiscono ad aggravare eventuali fenomeni di desertificazione in atto o potenziali, attraverso i diversi aspetti riguardanti l'erosione idrica superficiale dei suoli. Non quindi una consolazione, seppure estrema, rispetto ai lunghi periodi caldi e siccitosi a cui pare si andrebbe incontro sempre più frequentemente, ma un ulteriore motivo di preoccupazione, se anche gli eventi piovosi intensi divenissero meno rari.