Home > news >marzo 2016 - Siccità invernale 2015 - 2016

Siccità periodo Dicembre 2015 - Febbraio 2016
Temperature anomale Febbraio 2016

L’andamento meteorologico nel periodo ha determinato precipitazioni eccezionalmente scarse, specie sul settore sud-orientale dell’Isola. Si tratta, per le siccità invernali di breve periodo, di uno degli eventi più gravi della storia meteorologica della Sicilia con pochissimi precedenti nelle serie storiche.

Prendendo in considerazione il trimestre dicembre 2015-febbraio 2016, tutte le province, con la sola eccezione di quella di Messina, hanno totalizzato quantitativi di precipitazione inferiore a quelli del periodo 2003-2015 di funzionamento della rete di stazioni SIAS (Figg. 1-9).

 

Gli scarti rispetto alle mediane sono state quasi ovunque negativi di oltre il 50%, con punte oltre all’80% nelle  province di Catania,  Siracusa  e  Ragusa  (Fig. 10 e 13).

Le stazioni che hanno totalizzato i maggiori scarti sono state quelle di Modica (-91%), Siracusa (-87%), Scicli (-85%), Catania (-84%), Ragusa (-83%), Santa Croce Camerina (-80%), Ispica (-80%).

In termini assoluti, i quantitativi registrati nel trimestre nelle stazioni meno piovose sono stati pari a 31 mm a Modica, 36 mm a Scicli  42 mm a Siracusa, 45 mm a Catania, 46 mm a Ispica, 47 mm a Santa Croce Camerina, 49 mm ad Acate, 50 mm a Pachino.

Il quadro risulta più circoscritto se prendiamo in considerazione le precipitazioni dell’ultimo semestre, da settembre 2015 a febbraio 2016; le abbondanti piogge del mese di ottobre e di inizio novembre hanno infatti quasi ovunque costituito un temporaneo surplus, anche se annullato nel periodo successivo. In tale periodo Fig 11 e 14)  le  stazioni  che  hanno  totalizzato i maggiori scarti sono state quelle di Santa Croce Camerina (-63%),  Acate (-62%),  Modica (-60%), Ragusa (-54%), Siracusa (-51%).

In termini assoluti, i quantitativi registrati nel semestre nelle stazioni meno piovose sono stati pari a 155 mm a Santa Croce Camerina, 159 mm ad Acate, 228 mm a Scicli,  243 mm a Mazzarrone.

A livello annuale, vale a dire prendendo in considerazione il periodo marzo 2015-febbraio 2016 Fig. 12 e 15), una vasta fascia che si estende lungo la costa su tutto il versante meridionale, dalla parte centrale della provincia di Agrigento fino all’area meridionale della provincia di Caltanissetta, le intere province di Ragusa e Siracusa con la sola eccezione dell’area montana iblea, nonché la parte meridionale della provincia di Catania, ha totalizzato meno di 500 mm, con i valori più bassi ad Acate (231 mm), Santa Croce Camerina (238 mm), Agrigento Mandrascava (346 mm), Butera (352 mm), Scicli (357 mm).

Le stazioni che hanno totalizzato i maggiori scarti sui 12 mesi sono state quelle di Acate (-57%), Santa Croce Camerina (-54%), Agrigento Scibica (-41%), Butera (-41%), Agrigento Mandrascava (-40%).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Unitamente all’andamento pluviometrico, va sottolineata la contestuale anomalia del mese di febbraio dal punto di vista termico, il febbraio più caldo del periodo 2002-2016 e nelle serie storiche, superato per alcuni aspetti solo dal febbraio 2014 e dal febbraio 1966, quando gli estremi termici furono più rilevanti a causa di imponenti correnti calde meridionali. Il grafico (Fig. 16) mostra infatti come tutte le medie regionali abbiano raggiunto nel 2016 il loro picco rispetto al periodo 2003-2016, ad eccezione della media delle massime assolute mensili, che nel 2014 fu lievemente superiore.

 

 

In ogni caso, ben 23 stazioni SIAS su 96 hanno raggiunto nel mese la massima assoluta di febbraio rispetto al periodo 2003-2015, con la massima regionale di 26,8 °C registrata dalla stazione di Siracusa il 15/02 grazie a venti meridionali di origine nordafricana e la maggior parte dei record ritoccati il 22/02 presso le stazioni collinari e montane, quando l’aria calda in quota insieme alla bassa ventilazione, ha determinato una anomala inversione termica, con le zone montane prolungatamente più calde delle aree costiere e di pianura.