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Freddo intenso, gelo e neve della prima e seconda decade di Gennaio 2017

Il periodo è stato caratterizzato da una prima intensa ondata di freddo dovuta alla rapida ed impetuosa discesa sul Mediterraneo centrale di aria fredda di origine artica richiamata da un minimo barico presente sulla penisola balcanica. La Sicilia è stata interessata in pieno dalla massa d'aria gelida, che ha determinato a partire da giovedì 5 gennaio un brusco calo termico quantificabile in 8 - 12 °C, accompagnato a forti venti di Tramontana e da precipitazioni che hanno assunto carattere nevoso anche a bassa quota, spingendosi perfino sul livello del mare, specie sul litorale messinese dove sono state imbiancate anche le spiagge. Le nevicate sono risultate intense ed abbondanti sui rilievi dell'Isola con accumuli notevoli anche a quote collinari, creando notevoli disagi alla viabilità nei centri urbani ed alle popolazioni residenti, specie in quei comuni non abituati ad affrontare l'emergenza neve e gelo; qualche sparuto fiocco di neve è caduto anche su a Palermo, Messina e Catania. La situazione si è protratta sino a lunedì 9 gennaio con temperature minime da record, nevicate e gelate che hanno arrecato notevoli danni alle colture in atto, specie alle orticole ed agrumicole nonché al comparto zootecnico. Praticamente tutte le stazioni Sias hanno registrato la temperatura minima di gennaio più bassa in assoluto dall'inizio dell'entrata in funzione, avvenuta nel 2002. Anche le massime risultano essere state diffusamente eccezionali, mettendo in evidenza la lunga durata di questa irruzione artica; infatti in molti siti è stata registrata la massima più bassa degli ultimi 15 anni. Non solo le massime e le minime assolute ma anche la media decadale ha raggiunto nel periodo 2003 - 2015 valori da minimi storici (Figura 1).

 

 

Solo da martedì 10 gennaio, grazie all'attenuazione dei venti ed al graduale rialzo delle temperature la situazione è leggermente migliorata per qualche giorno concedendo una breve tregua; infatti a partire da sabato 14 e sino a mercoledì 18 gennaio una seconda irruzione di aria fredda di origine artica ha raggiunto la nostra regione, riportando nuovamente le temperature sotto le medie del periodo e la neve ed il gelo ancora una volta a quote collinari.

Entrando nei dettagli di quanto accaduto nelle province di Caltanissetta ed Enna si precisa quanto segue:

- dal 5 gennaio e sino al 10 l'intero territorio della provincia nissena è stato imbiancato; le precipitazioni nevose dei giorni 6 - 7 ed 8 gennaio sono state abbondanti nelle aree interne collinari con accumuli notevoli a Mussomeli ed altri centri del Vallone, Caltanissetta e dintorni, lievi a Mazzarino, fino a divenire pochi fiocchi misti a grandine sulla fascia costiera di Gela; la situazione si è ripetuta a partire da domenica 15 quando nuove nevicate seppur con accumuli inferiori alle precedenti hanno interessato quote collinari ed in particolare i comuni di Mussomeli e Caltanissetta (Fig. 2);

- lo stesso dicasi per la provincia di Enna, dove l'intero territorio provinciale ha registrato accumuli moderati sia nella prima che nella seconda decade ed in alcuni siti anche elevati come nei comuni di Troina, Nicosia ed Enna (Fig. 2);

- di notevole intensità risultano le gelate della prima decade, visto che per cinque giorni consecutivi le minime notturne sono scese in quasi tutti i siti al di sotto dello zero con punte massime di - 4,8 °C a Gela e di - 5,5 °C a Piazza Armerina nel giorno dell'Epifania; nella seconda decade la situazione si è ripetuta in entrambe le province seppur con valori più attenuati, quando le minime notturne hanno raggiunto i - 0,2 °C a Caltanissetta e - 2,3 °C a Nicosia;

- anche le massime risultano essere state diffusamente eccezionali, facendo registrare valori di 2,5 °C a Mazzarino e di 2,2 °C a Mussomeli nella giornata del 7 e di qualche frazione di grado in più il giorno prima; valori ancora più bassi hanno caratterizzato la provincia di Enna dove la massima giornaliera è stata di 0.1 °C a Calascibetta e di - 0,9 °C a Nicosia;

 

 

 

- dall'esame dei dati orari si evince inoltre come le temperature abbiano registrato valori piuttosto bassi anche per parecchie ore nel corso del giorno, con escursione termica tra giorno e notte piuttosto esigua o prossima a zero in diversi siti di entrambe le province specie nella prima decade (Fig. 3 ). Rimandando per i dettagli alle tabelle delle temperature giornaliere massime e minime ed alle mappe di temperature e precipitazioni allegate (Fig 2-3), si puntualizza che il carattere di eccezionalità per entrambi i periodi è legato soprattutto alla persistenza del freddo polare, oltre che ai valori assoluti delle minime e massime registrate, che ha portato a ripetuti e prolungati fenomeni di gelate notturne, aggravando ulteriormente la situazione dei campi coltivati.