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Precipitazioni

Dal punto di vista pluviometrico il 2003 è stato per la Sicilia sicuramente un anno molto generoso, al punto che in alcune zone sud-orientali della regione l'abbondanza di precipitazioni ha perfino causato ingenti danni conseguenti ad alcuni episodi alluvionali (area di Siracusa, soprattutto). Ma andiamo con ordine. Dal grafico 7, relativo alle precipitazioni totali annue aggregate a livello provinciale, risulta ben evidente quanto ora detto, in particolare appunto che le province in cui si sono avuti i maggiori scarti positivi rispetto al clima sono state, in ordine decrescente, quelle di Enna, Siracusa e Catania, con valori, rispettivamente di +80%, +75% e +55%; a livello regionale si è registrato un incremento medio di circa il 40%. Ma tali situazioni medie sono il risultato di una distribuzione non omogenea, sia nel tempo che, soprattutto, nello spazio.
La distribuzione delle precipitazioni lungo i diversi mesi dell'anno è bene rappresentata dal grafico 8, da cui si evince che i mesi in cui si sono avuti gli incrementi maggiori sono stati settembre, giugno e dicembre; sostanzialmente nelle medie gli altri mesi, ad eccezione di marzo che è risultato il più siccitoso. Va precisato che tale ultimo confronto grafico vale solo in merito alla distribuzione mensile delle precipitazioni e non rispetto al totale annuo. Infatti, mentre la rappresentazione grafica del cumulato finale del 2003 corrisponde effettivamente alla somma dei dodici valori cumulati provinciali dell'intero anno, nel caso dei valori climatici non è corretto tenere conto del valore cumulato annuo presentato nel suddetto grafico, quale somma dei dodici valori mensili. Ciò deriva dalla modalità di calcolo statistico di detti valori, basato su valori del 50° percentile. In tal senso, infatti, va evidenziato che la somma dei dodici valori mensili del 50° percentile non corrisponde al valore del 50° percentile annuo, che risulta invece sempre superiore; esso nel nostro caso è quello presentato, per ciascuna provincia, nel grafico 7.
Per quanto concerne la distribuzione territoriale, possono risultare certamente di grande ausilio le 4 mappe trimestrali e quella annuale, nelle quali ritroviamo in un unico contesto la rappresentazione cartografica dei totali di precipitazioni cadute nel periodo e degli scarti percentuali rispetto al clima (valori mediani trentennali).
Iniziando dai totali annui, dalla prima mappa si evidenzia innanzitutto come gli anzidetti scarti percentuali provinciali siano stati molto più pronunciati (fino a circa 2-3 volte in più rispetto al clima) in alcune aree circoscritte delle suddette tre province, cosa che ha contribuito ad innalzare i valori medi provinciali, a fronte di scarti non molto alti nelle restanti parti degli stessi territori; in tal senso quindi la mappa dà un'informazione più precisa su ciò che è veramente successo. Da evidenziare che, pur con volumi totali molto elevati (fino a 900-1200 mm), la parte settentrionale dell'Isola ha fatto mediamente registrare incrementi percentuali meno pronunciati, essendo tali aree quelle climaticamente più piovose della regione; ben più alti sono invece stati gli incrementi nel Marsalese e nella parte centro-orientale e meridionale.
Se il buon giorno si vede dal mattino...; si può infatti dire che fin dal primo trimestre si è evidenziata una situazione di abbondanza di precipitazioni un po' ovunque nella regione (con valori medi complessivi circa doppi, rispetto alle medie), ma soprattutto, quasi come preannuncio molto anticipato (!), proprio nel Siracusano (con scarti fino a +300%); nel secondo trimestre è stata pressoché confermata la tendenza manifestatasi nel primo, con ripercussioni molto importanti in termini agricoli e di approvvigionamento idrico, essendo tale periodo in genere poco piovoso; da evidenziare ancora gli elevati valori assoluti e percentuali delle aree orientali; il terzo trimestre si è caratterizzato per l'elevatissimo quantitativo caduto ancora una volta nelle aree sud-orientali, con scarti medi per l'intera area di circa 7-10 volte in più rispetto alle medie; nel Siracusano, in particolare, che come ormai ben noto è stato interessato da un'alluvione nel giornata del 17 settembre, si sono registrati incrementi fino a circa 25-30 volte in più rispetto alle medie; va comunque detto che tali scarti percentuali risultano così elevati in quanto in genere il terzo trimestre è il più secco dell'anno; nel 2003, invece, oltre che in settembre, molte precipitazioni sono cadute anche in agosto; anche il quarto trimestre, infine, è stato contrassegnato da un notevole apporto pluviometrico, un po' ovunque, ma ancora una volta soprattutto nelle province di Enna e Catania, nel Marsalese e nel bacino del Salso; in molte parti della provincia di Catania, in particolare, si sono registrati incrementi pari a circa 3-4 volte in più rispetto al clima, con quantità cadute fino a circa 800-1000 mm nel versante nord-orientale dell'Etna.
Per concludere con le precipitazioni, può risultare molto interessante una particolare elaborazione (grafico 9) che mette a confronto i valori totali rilevati in alcune stazioni SIAS con i corrispondenti valori climatici (medie trentennali) a diversi livelli probabilistici di non superamento (percentili). Da tale grafico si evidenzia che in gran parte delle stazioni i valori caduti nel 2003 si sono collocati tra il 75° e il 95° percentile, in molte di esse si è perfino raggiunta e superata la soglia del 95° percentile e in qualcuna anche quella massima. Ciò a conferma finale e chiarissima che il 2003 è stato veramente un anno decisamente anomalo ed eccezionale.