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Temperatura dell'aria

Il 2003 sarà certo ricordato come un anno caldo: così in effetti è stato, ma non lungo tutti i dodici mesi, almeno in Sicilia. L'avvio è stato infatti molto freddo, con minime che spesso hanno raggiunto in febbraio valori prossimi allo zero (grafico 1 e grafico 2), soprattutto in montagna e nelle aree di fondovalle, nelle quali la scarsa ventilazione determina frequenti episodi di gelate per irraggiamento.
A partire invece dalla fine di aprile, si è iniziato a registrare un andamento termico decisamente superiore alla medie. Tale situazione si è protratta per quasi tutta l'estate, sia pure con brevissimi episodi di abbassamenti termici, in corrispondenza di isolati massicci annuvolamenti, talvolta accompagnati da acquazzoni.
Questa situazione è bene evidenziata dal grafico 3, che mostra gli scarti di temperatura media giornaliera dai corrispondenti valori climatici. Proprio da tale grafico risulta evidente come, a parte appunto l'estate e la tarda primavera, l'inverno, l'avvio primaverile e poi ancora tutto l'autunno (ad eccezione di ottobre) siano stati più freddi delle medie. Tale comportamento è evidenziato anche da un'altra elaborazione grafica, riguardante l'andamento dei gradi giorno in base 10 (differenza fra la temperatura media giornaliera e la soglia fissa di 10 °C) cumulati dal primo gennaio, che possono essere considerati come una valida rappresentazione media della disponibilità giornaliera di calore per la gran parte delle colture agrarie. Dal grafico 4 si evince infatti che l'accumulo di calore è stato inferiore alle medie fino a tutto aprile, poi comincia a crescere progressivamente più velocemente delle medie fino a tutto ottobre, con scostamenti via via crescenti; il "sorpasso" si è avuto intorno ai primi di giugno: da allora, i valori del 2003 sono cioè risultati progressivamente superiori alle medie trentennali. A partire da novembre si è infine registrata un'inversione di tendenza, con valori che tendevano ad accostarsi a quelli medi, senza tuttavia arrivare a ciò, ma semplicemente evidenziandosi una graduale riduzione della pendenza della curva.
I giorni più caldi sono stati quelli di fine giugno e metà luglio (grafico 5 e grafico 6), quando in diverse stazioni di pianura e bassa collina dell'entroterra sono stati registrati valori estremi fino a 45 - 46 °C (vedi tabella dei valori estremi).
Dall'attenta analisi dei precedenti grafici 1, 2, 5 e 6 si evincono alcuni comportamenti termici tipici della diversificazione territoriale dell Sicilia. E' intanto da evidenziare, sia dall'andamento delle minime che delle massime, come da gennaio a maggio, e poi ancora da settembre a dicembre, le zone più calde siano state quelle di pianura, in larga parte coincidenti con le aree di costa. All'interno del periodo maggio-agosto le temperature, soprattutto le massime, divengono maggiori nelle aree collinari, che in Sicilia sono localizzate per larga parte nelle aree interne, dove l'effetto mitigatore del mare è molto meno evidente. All'interno di questo comportamento generale, sono invece da segnalare ed evidenziare alcuni particolari episodi, sporadici, anche se comunque anch'essi tipici della situazione geografica e climatica della regione. Si tratta di particolari fenomeni di inversione termica, dovuti a venti caldi e secchi provenienti da sud (Scirocco e Libeccio), quando le temperature delle zone più alte (collina e montagna) sono più alte rispetto a quelle delle zone di pianura e costiere, anche in periodi non estivi. Nel corso del 2003 gli episodi più evidenti di questo tipo sono stati quelli della terza e sesta pentade di marzo, di fine aprile e prima decade di maggio, fine giugno, metà luglio, metà e fine agosto, primi di ottobre. In tali periodi si sono contestualmente registrati, come accennato e come si vedrà oltre, bassi valori dell'umidità relativa dell'aria e, in qualche caso, elevate velocità del vento, che hanno portato ad avere elevati valori di evapotraspirazione potenziale.