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Temperatura dell'aria

In Sicilia il 2004 è stato complessivamente un anno poco caldo lungo tutto i mesi, ma soprattutto in estate. L'avvio è stato infatti freddo, ma sostanzialmente nelle medie, con minime che spesso hanno raggiunto in gennaio-febbraio, ma anche fino agli inizi di aprile, valori prossimi allo zero (grafico 1 e grafico 2), soprattutto in montagna e nelle aree di fondovalle; in queste ultime, infatti, anche se poste a quote non elevate, la scarsa ventilazione determina frequenti episodi di gelate per irraggiamento.
La primavera è stata invece davvero all'insegna del tempo fresco, essendosi registrati andamenti termici ben inferiori alle medie stagionali. Tali condizioni si sono poi sostanzialmente protratte per quasi tutta l'estate, sia pure intervallate da brevi parentesi con giornate caratterizzate da valori termici sopra le medie, a fine giugno e nella seconda metà di agosto, in seguito ad isolati episodi di venti caldi da sud.
Questa situazione è bene evidenziata dal grafico 3, che mostra gli scarti di temperatura media giornaliera dai corrispondenti valori climatici. Proprio da tale grafico risulta evidente come, soprattutto in primavera ed estate, vi siano stati lunghi periodi più freddi rispetto al clima. Tale comportamento è evidenziato anche da un'altra elaborazione grafica, riguardante l'andamento dei gradi giorno in base 10 (differenza fra la temperatura media giornaliera e la soglia fissa di 10 °C) cumulati dal primo gennaio, che possono essere considerati come una valida rappresentazione media della disponibilità giornaliera di calore per la gran parte delle colture agrarie. Dal grafico 4 si evince infatti che l'accumulo di calore, sostanzialmente simile alle medie sino alla fine dell'inverno, si è poi invece mantenuto costantemente e progressivamente inferiore rispetto ai corrispondenti valori climatici dei diversi periodi, fino alla fine dell'anno. In particolare, è da evidenziare come da settembre a dicembre si sia registrato uno scarto negativo mantenutosi pressoché costantemente intorno a circa 150-200 GDD. Ciò ha determinato un netto e generalizzato ritardo fenologico per molte colture che è andato avanti fino alla raccolta; così, ad esempio, nei vigneti precoci di Chardonnay si è vendemmiato con circa 15 giorni di ritardo, ma la cosa si è in parte ripetuta per le altre cultivar. L'andamento fresco dell'estate, seguito poi da un'inconsueta e anomala risalita termica autunnale (ottobre), ha causato infine gravi infestazioni di mosca delle olive, che hanno costretto gli agricoltori ed effettuare diversi intervelli di controllo.
I giorni più freddi sono stati registrati nell'ultima pentade di gennaio (giorno 24, in particolare), mentre quelli più caldi si sono avuti nell'ultima decade di agosto (giorno 20, in particolare) (grafico 5 e grafico 6), quando in diverse stazioni di pianura e bassa collina dell'entroterra sono stati registrati valori estremi fino a 43 °C (vedi tabella dei valori estremi), comunque inferiori anche a quelli del 2003.
Così come già detto nell'analisi dello scorso anno, dall'attento esame dei precedenti grafici 1, 2, 5 e 6 si evincono alcuni comportamenti termici tipici della diversificazione territoriale della Sicilia. E' intanto da evidenziare, sia dall'andamento delle minime che delle massime, come da gennaio a maggio, e poi ancora da settembre a dicembre, le zone più calde siano ovviamente state quelle di pianura, in larga parte coincidenti con le aree di costa. All'interno del periodo estivo (maggio-agosto) le temperature, soprattutto le massime, divengono maggiori nelle aree collinari, che in Sicilia sono localizzate per larga parte nelle aree interne, dove l'effetto mitigatore del mare è molto meno evidente. All'interno di questo comportamento generale, sono invece da segnalare ed evidenziare alcuni episodi, anch'essi tipici della situazione geografica e climatica della regione. Si tratta di particolari fenomeni di inversione termica, dovuti ai venti caldi provenienti da sud (Scirocco e Libeccio), quando le temperature delle zone più alte (collina e montagna) sono più elevate rispetto a quelle delle zone di pianura e costiere, anche in periodi non estivi. Nel 2004 tali episodi sono stati meno frequenti di quelli registrati nel corso dell'anno precedente, e hanno essenzialmente interessato gli ultimi giorni di gennaio, un paio di giorni nella seconda e terza pentade di marzo, qualche altra giornata tra la fine di ottobre e i primi di novembre e infine il 26 dicembre. In tali periodi si sono contestualmente registrati bassi valori dell'umidità relativa dell'aria ed elevate velocità del vento, che hanno innalzato molto i valori di evapotraspirazione potenziale.