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Temperatura dell'aria

Il 2005 è stato complessivamente un anno freddo lungo tutti i mesi.
L’inizio d’anno è stato caratterizzato da valori termici ben sotto le medie climatiche, con scarti negativi di 6-7°C, un po’ ovunque. Come ben evidenzia il grafico 2 i primi mesi del 2005, hanno visto temperature minime ben al di sotto dello zero anche nelle aree di pianura e collina. Quasi tutto il periodo invernale è stato caratterizzato da freddo intenso, con frequenti episodi di gelate.
Tali condizioni si sono poi sostanzialmente protratte anche in marzo e aprile, sia pure intervallate da brevi episodi di venti meridionali caldi e secchi, che hanno portato un aumento delle temperature e che hanno inoltre invertito i gradienti termici verticali.
Questa situazione è rappresentata dal grafico 3, che mostra gli scarti di temperatura media giornaliera dai corrispondenti valori climatici. Proprio da tale grafico risulta evidente come, soprattutto nei mesi invernali e in parte in quelli primaverili, vi siano stati lunghi periodi più freddi rispetto al clima, e come questi fenomeni siano stati presenti anche nel periodo estivo. L’estate è stata, infatti, molto fresca con temperature al di sotto delle medie anche in agosto. 
L’elaborazione (grafico 4) dell’andamento dei gradi giorno in base 10 (differenza fra la temperatura media giornaliera e la soglia fissa di 10 °C) cumulati dal primo gennaio, che possono essere considerati come una valida rappresentazione media della disponibilità giornaliera di calore per la gran parte delle colture agrarie, evidenzia come l’accumulo di calore, durante l’anno, sia stato costantemente al di sotto della media climatica. In particolare nei mesi estivi si è registrato uno scarto negativo mantenutosi intorno a circa 200-250 GDD. Il ritardo fenologico è stato, quindi, significativo e costante.
L’innalzamento termico registrato a fine ottobre non ha contribuito al recupero fenologico delle colture, ma come nel 2004, ha causato un aumento delle infestazioni di mosca delle olive.
L'andamento fresco dell'estate, seguito poi da un'inconsueta e anomala risalita termica autunnale (ottobre) ha, infatti, causato gravi infestazioni di mosca, che hanno costretto gli agricoltori ad effettuare diversi interventi di controllo.
I giorni più freddi dell’anno si sono verificati nell’ultima pentade di gennaio, la prima di febbraio e la prima pentade di marzo (giorno 9, in particolare), mentre quelli più caldi si sono avuti nella prima decade di agosto (giorno 2, in particolare) (grafico 5 e grafico 6).
I grafici 1, 2, 5 e 6 mostrano la diversificazione territoriale della Sicilia dal punto di vista termico.
Durante il corso dell’anno, generalmente, le aree più calde sono state quelle di pianura; i fenomeni di inversione termica, causati da venti caldi provenienti da sud (Scirocco e Libeccio), sono stati meno frequenti rispetto al 2004. 
Particolare rilievo hanno avuto i fenomeni di inversioni termica verificatesi a metà marzo, i primi giorni di maggio, a fine giugno e fine luglio, che hanno determinato in particolare un aumento delle temperature minime in collina e anche in montagna (grafico 2). In tali periodi si sono contestualmente registrati bassi valori dell'umidità relativa dell'aria (grafico 11) che hanno innalzato i valori di evapotraspirazione potenziale.